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Una nonna in Gran Consiglio

Tra gli avvenimenti che custodisco nel mio cuore vi sono il giorno in cui sono diventata mamma e il giorno in cui mia figlia ha avuto la medesima gioia. Dallo scorso ottobre sono una nonna felice. Ho 56 anni, sono stata un'agente di polizia, collaboro all'attività di decoratore di mio marito, mi adopero quale volontaria in vari ambiti (quali la Commissione del quartiere di Molino Nuovo e l'Associazione di beneficenza "Progetto Amore" di Paolo Meneguzzi), mi piace camminare alla scoperta del nostro meraviglioso territorio e coccolare i miei cagnolini. Eppure tutto questo passa in secondo piano non appena la mia piccola Dora mi sorride.

 

Mi direte: "Complimenti Paola, è tutto molto bello. Ma che ci azzecchi tu col Gran Consiglio?" Pensateci un momento: chi meglio di una nonna è attaccata alle proprie radici (la Patria, le tradizioni, i valori), sa riconoscere ciò che è veramente importante (da quando c'è Dora le mie priorità sono cambiate) ed è attenta e aperta al futuro (perché si preoccupa per sua figlia e sua nipote)?

 

Non sono tanto una da discorsi teorici. Mi piace la concretezza. Proprio perché mamma e nonna ho toccato con mano diverse problematiche della nostra società e desidererei contribuire a trovare delle soluzioni per rendere migliore il futuro di mia nipote.

Per esempio sin dalla nascita Dora ha avuto bisogno di un'assistenza sanitaria di qualità. Anche nel campo della sanità è importante non accontentarsi e cercare sempre di migliorare per raggiungere il livello dei migliori ospedali svizzeri. È al contempo necessario frenare l'aumento dei costi, perché i premi di cassa malati sono diventati esorbitanti. In questo senso sostengo l'iniziativa lanciata dal PPD svizzero che costringe medici, farmacisti, cliniche, ecc. a contenere i propri guadagni a vantaggio di tutti.

 

Poi è fondamentale apportare dei miglioramenti concreti al nostro sistema scolastico e al mondo del lavoro. Bisogna ritrovare un giusto equilibrio. Non è possibile che un giovane debba faticare così tanto a trovare un posto adeguato alla propria formazione.

Mi auguro che quando Dora sarà adulta, non vi saranno più discussioni sul ruolo della donna nella società e sulla parità (salariale, ma non solo) tra uomo e donna. E spero che si sarà stati in grado di realizzare degli strumenti che permettano veramente di conciliare lavoro e famiglia. E che per i giovani sarà più facile fare ascoltare la propria voce (molto significativo l'attuale movimento mondiale di preoccupazione per i cambiamenti climatici).

Sono altresì convinta che non vada abbassata la guardia nel campo della sicurezza. Il Ticino e la Svizzera devono continuare a essere un luogo neutrale e sicuro: una caratteristica che è un valore aggiunto all'alta qualità di vita di cui godiamo.

 

In sintesi mi sono candidata perché voglio che mia nipote continui a sorridere. A ben vedere forse almeno una nonna in Gran Consiglio ci vuole.

 

Paola Degiorgi Terabuso, candidata PPD al GC

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