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Nadal sì, Federer no? Picasso sì, Giacometti no?

Tra i settori di competenza di un Municipio, e dunque del Comune che è chiamato ad amministrare, vi è – per fortuna – anche la cultura, in tutte le sue multiformi sfaccettature. Ci piace ricordare come il primo Dicastero Cultura del Cantone Ticino venne creato nel 1971 a Lugano dal compianto municipale PPD Aurelio Longoni. Se c'è un Dicastero Cultura, è legittimo al Consigliere comunale chiedere lumi all'Esecutivo sul suo funzionamento.

 

È ciò che si è permesso di fare il Gruppo PPD e GG in Consiglio comunale con una propria interrogazione concernente l'attività espositiva del MASI, il Museo d'arte della Svizzera italiana. Tutto qua, né più né meno, senza alcuna volontà di limitare la libertà e l'autonomia di chi è chiamato a dirigere questa importante istituzione e senza alcuna intenzione di legittimare un "primanostrismo" culturale che sarebbe assurdo. E infatti nell'interrogazione volutamente non è stato fatto alcun nome di artista (né defunto né vivente).

 

L’interrogazione del PPD è finalizzata a sapere se il MASI intende proseguire il lavoro che il Museo cantonale d’Arte ha sempre fatto, segnatamente se intende continuare ad esporre gli artisti svizzeri e svizzero italiani (viventi o scomparsi), promuovendo il ruolo della Svizzera italiana intesa come ponte culturale, sociale ed artistico tra nord e sud Europa.

 

Purtroppo alcuni hanno letto in modo errato il senso di questo intervento conoscitivo e siamo dunque grati di avere l'opportunità di meglio precisare il nostro pensiero.

 

Per prima cosa vorremmo fare notare come, sin dal titolo (Il MASI tra mostre internazionali e cultura della Svizzera italiana, non ci sia alcuna volontà di contrapporre gli artisti internazionali agli artisti svizzeri, né di mostrarsi contrari all'organizzazione di mostre di valore internazionale. Anzi, è nostro desiderio che le mostre con artisti internazionali possano contribuire a dare più visibilità anche ai nostri artisti ticinesi, grigionesi e svizzeri. Non per nulla l'interrogazione (n° 956) si apre sottolineando la nostra soddisfazione per il successo che la mostra su Picasso sta ottenendo e che ci auguriamo potrà venire bissato da quella dedicata a Magritte.

 

Secondariamente desideriamo evidenziare come il MASI sia il Museo d'arte della SVIZZERA ITALIANA: la sua missione è dunque anche quella di valorizzare i nostri artisti nazionali e le nostre collezioni. D'altronde chi viene a Lugano per vedere i disegni di Picasso, verosimilmente avrà pure il piacere di scoprire artisti svizzeri, grigionesi o ticinesi che probabilmente non conosce. L'importante è che vengano esposti artisti di qualità internazionale: che ci sono anche da noi; di contro a quelli che ritengono che in Svizzera non siano vissuti o non possano emergere artisti di valore mondiale. Con questa ottica provinciale né Picasso (cresciuto a Malaga non a Madrid) né Magritte (nato a Lessines non a Bruxelles) avrebbero avuto spazio alcuno per potersi fare conoscere. E, in tutt'altro campo, il buon Roger Federer avrebbe fatto meglio a dedicarsi allo sci invece che al tennis.

 

Infine, siamo coscienti che organizzare una mostra di qualità comporta un lungo lavoro preparatorio. Alcuni dei nostri artisti, pur se di rilevanza internazionale, sono poco studiati. Una esposizione e il catalogo che di norma l'accompagna, sono utili anche per avviare delle nuove indagini scientifiche e per allacciare dei contatti, non solo con altri musei internazionali, ma pure con i collezionisti privati. E all'importante ruolo che questi ultimi possono ricoprire è dedicata una parte della nostra interrogazione.

 

Il PPD e i suoi simpatizzanti vogliono costruire, non distruggere. Abbiamo sempre sostenuto la cultura e l'arte, il LAC, Villa Malpensata e Villa Ciani, l'Orchestra della Svizzera italiana e la Compagnia Finzi Pasca (ma anche le filarmoniche e le compagnie teatrali), ecc. Continueremo a farlo, in modo propositivo e senza in alcun modo interferire nelle scelte che non ci competono.

 

Angelo Petralli presidente della Sezione PPD e GG di Lugano

Michel Tricarico, capogruppo PPD e GG Lugano

 

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