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Roberto Grassi era ed è la figura più idonea visto il suo curriculum

October 8, 2016

Intervista a Michel Tricarico, presidente del Legislativo di Lugano

 

(Gianluca Pusterla - Popolo e Libertà 7 ottobre 2016)

 

 

Da tempo la nomina del Consiglio direttivo del LAC occupava grandi spazi su giornali e media in generale. Il LAC dalla sua nascita ha sollevato grandi polemiche, suo malgrado. Questa settimana si doveva procedere alla nomina del Consiglio direttivo. Tre designati d’ufficio, più due (da scegliere tra la socialista Patrizia Pesenti sponsorizzata dalla della Lega; Giovanna Masoni voluta dal PLR e Roberto Grassi, CEO di Fidinam e probabilmente il più indicato viste le richieste fatte dal Municipio). Che fosse una seduta anomala, non come tutte le altre, lo si era capito anche dalla massiccia presenza della stampa. Ma non solo, a casa, grazie ai supporti elettronici e ai social network la popolazione ha seguito la vicenda, commentando in tempo reale. Alla fine, tra mille polemiche e giochi politici, ne è uscito un nulla di fatto e si tornerà sul tema in futuro (quando? I tempi si allungheranno visto che sulla decisione pende la spada di Damocle di un ricorso). Noi, a margine dei lavori, abbiamo interpellato il presidente del Consiglio comunale Michel Tricarico. Lui, come un marinaio, ha cercato di condurre in porto la nave, nonostante un mare in piena tempesta. Il suo lavoro - coordinato con la Sezione degli Enti locali - è stato molto importante e apprezzato. Viste anche le molte critiche che gli sono piovute addosso ci è sembrato doveroso tornare sulla questione con lui.

Tricarico, la sua presidenza ha coinciso con una seduta particolarmente turbolenta. Com’è andata?
Da parte mia, in qualità di presidente del Legislativo, ho cercato di dirigere i lavori in modo che il Consiglio comunale potesse prendere le decisioni coerentemente con quanto previsto dalla procedura (preparata e spiegata ai consiglieri comunali). 

Il Consiglio comunale ha sovvertito i pronostici della vigilia, sconfessando le indicazioni del Municipio.
La modalità del voto segreto ha permesso ai consiglieri comunali, in piena autonomia e libertà, di esprimere la propria preferenza senza condizionamenti.
E questo ha portato al risultato voluto dal Legislativo.

Cosa risponde a chi dice che così facendo la gente si disaffezione alla politica?
È comprensibile che se la politica non porta a termine le decisioni che è deputata a prendere i cittadini possano disaffezionarsi alla cosa pubblica. D’altra parte, però, va sottolineato che in un Legislativo ci sono dei dibattiti politici e il confronto tra i partiti è naturale e casi come quello di questa settimana possono succedere. 

Perché il PPD ha proposto e sostiene Roberto Grassi?
Il concetto è molto chiaro, e mi spiego: il PPD ha voluto presentare una figura con le

competenze richieste e definite dal Consiglio comunale nello statuto del Consiglio direttivo del LAC, ovvero che fossero presenti nell’ente autonomo due figure con competenze finanziarie e gestionali. Roberto Grassi è sicuramente la persona più indicata e che poteva dare un ottimo contributo al LAC visto il suo importante curriculum alle spalle e la sua attività professionale. 

Quali saranno le prossime tappe?
Per il momento è un’incognita. Bisognerà capire se il PLR presenterà concretamente l’annunciato ricorso o se qualcun altro lo farà. Se questo verrà confermato si dovranno attendere i risultati del ricorso, dopodiché si potrà decidere come procedere. Se non vi fosse il ricorso, invece, sarà il Municipio che dovrà riprendere in mano le proposte di nomina e in un secondo tempo interpellare nuovamente il Consiglio comunale di Lugano.

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