Partito Popolare Democratico e Generazione Giovani - Sezione di Lugano - ©2016

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Anche questo è fare Politica

July 23, 2016

Sul «Corriere del Ticino» di mercoledì è apparso un articolo di Bruno Costantini che ci ha lasciati allibiti sia per il linguaggio utilizzato sia per alcune affermazioni usate poco rispettose del lavoro svolto da persone elette dal popolo.

 

Le considerazioni del giornalista nascono dalla decisione del Consiglio di Stato di parzialmente accogliere i ricorsi presentati contro il Regolamento dei rifiuti votato dal Consiglio comunale di Lugano il 30 giugno 2015. Costantini si prende la libertà di apostrofare col termine di «servi sciocchi» i partiti liberale e popolaredemocratico per essersi fatti, a suo dire, «infinocchiare» dalla Lega e taccia quella seduta del Legislativo cittadino di «farsa».

 

Costantini dimentica in primo luogo che Lugano si trova da anni in una situazione del tutto illegale non prelevando alcuna tassa sui rifiuti. È un fatto grave voluto dai municipali leghisti e sopportato dal Dipartimento del Territorio (da più di 20 anni guidato da leghisti). Solo nel luglio del 2014 il Municipio, per ragioni eminentemente finanziarie, ha deciso di licenziare un messaggio che introduceva una tassa base e una tassa sul sacco dei rifiuti. Immediata la minaccia del capogruppo legista Attilio Bignasca di far bocciare il regolamento indicendo un referendum. Solita posizione ambigua leghista: una parte che propone la tassa, l'altra che la combatte.

 

Per noi popolaridemocratici non è mai un problema rimettersi al giudizio del popolo; ma ben sappiamo che una bocciatura popolare significava e significa tuttora che a Lugano non ci sarà mai una tassa sui rifiuti, mantenendo la nostra Città in una situazione di illegalità!

 

Di fronte a questa infausta prospettiva la Commissione della gestione ha proposto una soluzione politica: un compromesso che riprende la mozione «SaccoBello» presentata nel lontano 2010 dal gruppo PPD: una tassa base e dei sacchi dei rifiuti a prezzo di costo. Pertanto è profondamente sbagliato tacciare di «servo sciocco» l’agire del PPD, che ha concretizzato i principi di una propria mozione, portando gli altri gruppi a seguire la propria proposta (nel rispetto della legislazione federale che lascia in materia ampia autonomia ai Comuni).

 

Il Consiglio di Stato quale giudice di prima istanza ha invece deciso, a maggioranza, che non va bene. Solo Paolo Beltraminelli ha compreso la reale portata politica del voto del Legislativo luganese. I due ministri leghisti hanno invece sconfessato le decisioni prese dai loro Municipali e Consiglieri comunali di Lugano: ciò dimostra che si è trattato di una decisione politica con la quale si è voluto imporre a Lugano la posizione del direttore del DT.

 

La Sezione PPD di Lugano ritiene fondamentale difendere l'autonomia comunale e invita il Municipio a inoltrare ricorso contro la sentenza governativa, al fine di ottenere una decisione di un'istanza veramente giuridica, anche su aspetti sui quali il Consiglio di Stato ha preferito sorvolare.

 

Se invece il Municipio decidesse di ripresentare il messaggio originario, il PPD è pronto a votare contro se lo stesso non sarà accompagnato da un altro messaggio che proponga l'abbassamento del moltiplicatore.

 

Noi vogliamo difendere il reddito delle famiglie e dei cittadini. Non è giusto tartassare la gente facendole pagare un sacco della spazzatura da 35 litri fino a 2 franchi. Noi siamo assolutamente contrari a soluzioni che invece di educare vanno a punire il cittadino e sembrano unicamente mirare a fare cassetta.

 

Angelo Petralli

Presidente della Sezione PPD Lugano

 

 

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