Un’assurda campagna demagogica
COMUNICATO STAMPA
Onorevole signor Sindaco,
Onorevoli Municipali
Ci permettiamo trasmettervi il comunicato stampa inviato ieri dalla sezione luganese del Partito Popolare Democratico e Generazioni Giovani ai mass media.
Esso contiene alcune proposte rivolte a codesto lodevole Municipio che vi saremmo grati se poteste discuterli e prenderli in considerazione.
Siamo convinti che i lavoratori stranieri ed in particolare i frontalieri siano parte integrante del nostro sistema economico e non possano subire tali denigrazioni. Al contrario anche la nostra città, proprio nell’ambito di quel promovimento economico, chiesto oltre un anno e mezzo fa dal PPD e fatto proprio dall’Esecutivo cittadino, deve farsi parte attiva affinchè i lavoratori, anche stranieri, vengano difesi e socialmente integrati.
Vi ringraziamo per l’attenzione che vorrete accordare alle nostre allegazioni.
Con ogni ossequio.
Per la sezione PPD e GG di Lugano
Simonetta Perucchi Borsa
Un’assurda campagna demagogica
Il Partito Popolare Democratico e Generazione Giovani di Lugano condanna la campagna pubblicitaria appena apparsa su grandi cartelloni disposti in tutta la città. Essa non lancia un dibattito serio, trasparente e democratico, ma rimane solo una scorretta provocazione che non contribuisce a risolvere i problemi, ma alimenta i conflitti e la xenofobia.
Noi crediamo che i lavoratori esteri siano parte integrante del nostro sistema economico e contribuiscono, assieme a tutti gli altri lavoratori, al funzionamento dei vari settori di attività e nei servizi, anche nella nostra Città. Senza di loro si fermerebbero i cantieri, si chiuderebbero gli ospedali, gli alberghi e i ristoranti.
Chiediamo
• che il Municipio intervenga affinchè i cartelloni vengano rimossi dal territorio cittadino.
• ai datori di lavoro maggiore attenzione all'occupazione della manodopera locale;
• allo Stato di aumentare i controlli degli ispettorati per evitare abusi e salari da fame che favoriscono la concorrenza sleale di pochi furbi a scapito dei molti imprenditori seri e socialmente responsabili;
• alla Scuola di attivarsi per formare e promuovere quelle figure professionali che il mondo del lavoro richiede ma che non vengono più assunte da personale indigeno, per esempio in tutto il settore socio-sanitario.
Chiediamo inoltre di valutare, d'accordo con i datori di lavoro, l'introduzione di trasporti collettivi, per i frontalieri ma anche per i lavoratori domiciliati.