le villette e gli immobili di pregio di proprietà del Comune, sono affittate davvero a prezzi di mercato?
Maddalena Ermotti-Lepori e Simonetta Perucchi-Borsa
Introduzione
La città di Lugano è anche un proprietario immobiliare: dispone infatti di quasi 350
appartamenti. La maggior parte sono alloggi a pigione moderata (beni amministrativi,
con la specifica finalità di venire incontro alle persone e alle famiglie con redditi bassi
o medio-bassi), ma altri, una cinquantina tra appartamenti e villette unifamiliari, sono
di standing alto o medio-alto, sia per la posizione (via Ciseri, via Discepoli, strada
di Gandria…), sia per la qualità degli immobili stessi. Si tratta in questo caso di beni
classificati come beni patrimoniali.
Le interroganti sono convinte che, mentre i primi devono essere riservati a persone o
famiglie di situazione economica modesta, e offrire affitti contenuti, i secondi (alloggi
di standing medio- alto o alto) potrebbero essere destinati a chiunque ma con canoni
corretti.
Il problema è però che a quanto pare, pure i secondi sono tutt’ora dati in locazione a
condizioni estranee alla logica di mercato.
Chi scrive ritiene importante, per gli alloggi a pigione moderata, che la loro
assegnazione avvenga in modo trasparente, e che essi vengano assegnati a persone
e famiglie con redditi modesti: con questi intenti il gruppo PPD nel 2007 inoltrò una
mozione, che chiedeva l’introduzione di un Regolamento per l’assegnazione degli
immobili di proprietà del Comune, sia i beni amministrativi (gli alloggi sociali) sia i
beni patrimoniali.
La mozione è stata recentemente approvata dal Consiglio Comunale: ora il sistema di
attribuzione è più trasparente.
Nel merito:
La presente interrogazione riguarda gli alloggi “pregiati”, quelli che non sono destinati
a inquilini di condizioni economiche modeste o medie.
Grazie all’approvazione della mozione PPD, finalmente la locazione di questi alloggi
pregiati avverrà per pubblico concorso: ciò non risolve però il problema, perché
come si può ben immaginare, ben difficilmente gli inquilini di tali alloggi decidono di
cambiare casa, e dunque pochi sono e saranno, alle attuali condizioni, gli alloggi di
questo tipo che si liberano.
Resta il fatto che, ancora oggi, per quanto ne sappiamo gli affitti di queste palazzine
non rispecchiano i canoni di mercato. Abbiamo scritto “per quanto ne sappiamo”
perché da 2 anni la Commissione della Gestione ha chiesto di avere l’elenco di tali
immobili, una breve descrizione, e l’elenco delle pigioni percepite, ma non ha ancora
ottenuto risposta. D’altra parte una risposta ci serve per poter esaminare due mozioni
sull’alloggio (mozione Ermotti-Lepori, del 2008, e mozione Ghisletta, del 2009).
Anche la risposta a una interpellanza inoltrata il 28 settembre 2007, non ci soddisfece:
in tale interpellanza citammo alcuni canoni di affitto, chiedendo spiegazioni, ma il
Municipio rispose che le pigioni citate nell’interpellanza non tenevano conto delle
spese accessorie (!), che questi oggetti “devono essere contestualizzati rispetto
all’ubicazione , ma anche rispetto alla vetustà dell’immobile, rispetto alle dimensioni e
rispetto alle … manutenzioni avvenute o meno nei singoli appartamenti”.
Ci si disse anche che gli affitti erano bassi perché le persone vi abitavano da decenni
(appunto!).
Opinione delle interroganti è che per gli appartamenti “di alto standing” vada fatto un
discorso è diverso, e che essi debbano portare un reddito al Comune (con il quale, ad
esempio, investire per gli alloggi sociali).
Importante, per il cittadino che paga le imposte, è che essi siano locati alle usuali
condizioni di mercato: non sarebbe logico, per il cittadino, sovvenzionare con le
proprie imposte l’affitto a chi è benestante!
AVVALENDOCI DELLE FACOLTA’ CONCESSECI DALLA LOC, CHIEDIAMO DUNQUE AL
LODEVOLE MUNICIPIO
a) Quanti sono gli alloggi sociali del Comune?
b) Quanti gli alloggi di altro tipo?
c) Per ogni appartamento di questo seconda tipologia (beni patrimoniali),
vorremmo conoscere (se necessario, ricorrendo a perizie) il valore venale, e
l’affitto annuo percepito dal Comune.
d) In base a questi dati, vorremmo sapere se è vero o no che tali beni patrimoniali
sono locati a condizioni estranee alle usuali condizioni di mercato
e) In caso affermativo: il Municipio intende porre fine a questa anomala
situazione, anche per correttezza verso il cittadino che paga le imposte?
Con ogni ossequio
Maddalena Ermotti-Lepori e Simonetta Perucchi Borsa